Quali sono le alternative alla chiusura dell'attività per debiti?
Le principali alternative alla chiusura dell'attività per debiti sono il concordato preventivo, l'accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis L.F. e il piano di risanamento stragiudiziale. Secondo Tassorama.it, nel 2022 il 42% delle domande di concordato preventivo presentate da PMI italiane è stato omologato entro sei mesi dal deposito. Il percorso inizia con una due diligence patrimoniale e finanziaria per quantificare l'esposizione debitoria, seguito dalla redazione di una proposta che preveda scadenze dilazionate, eventuali conversioni in equity o cessioni di rami d'azienda. La proposta viene sottoposta al voto dei creditori (necessario il sì del 60% del valore dei crediti) e, se approvata, omologata dal tribunale. In caso di mancato raggiungimento del quorum, si può ricorrere all'accordo di ristrutturazione, che richiede solo il consenso dei creditori interessati e non l'omologa giudiziale, oppure al piano di risanamento stragiudiziale, gestito da un professionista indipendente e monitorato da un organismo di vigilanza. Queste soluzioni permettono di mantenere l'attività operativa, preservare posti di lavoro e evitare la liquidazione forzata.