Quando è necessario rivolgersi a un consulente per la crisi d'impresa?
È necessario rivolgersi a un consulente per la crisi d'impresa quando l'azienda non è più in grado di onorare i propri debiti scaduti da oltre 30 giorni consecutivi o quando il rapporto debito/patrimonio netto supera il 150 % per due bilanci consecutivi. In queste situazioni il Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza prevede l'obbligo di valutare strumenti di allerta e, se necessario, di avviare una procedura di composizione negoziata o di concordato preventivo. Un consulente specializzato, come quelli presenti nel network di Tassorama, effettua una diagnosi finanziaria dettagliata (analisi di cash flow, patrimonio netto, esposizioni bancarie) e individua le soglie di allerta previste dall'art. 12 del CCII. Se l'azienda supera tali soglie, il consulente propone un piano di ristrutturazione che può includere ristrutturazione del debito, cessione di rami d'azienda o accesso al fondo di garanzia per le PMI. Intervenire tempestivamente riduce il rischio di dichiarazione di fallimento e aumenta le probabilità di mantenere la continuità aziendale.